Sui Social siamo Ospiti

Copertina Articolo: Sui Social Siamo Ospiti

…E corriamo il rischio di essere lasciati fuori dalla porta.

Non servono scenari apocalittici per riuscire a immaginare una situazione in cui i nostri canali di comunicazione preferenziali non funzionino. Basta semplicemente riportare la mente agli inizi di ottobre: Whatsapp, Facebook e Instagram hanno avuto un down di circa 6 ore, facendo impazzire buona parte degli utenti e portando il colosso americano a perdere circa 6 miliardi di dollari in un colpo solo.

Mark, ti siamo vicini, ma è successo proprio un bel casino.

Da bravi ospiti di una piattaforma non proprietaria, abbiamo subito un disservizio che ci ha colpiti nostro malgrado, bloccando o mandando all’aria le nostre programmazioni (sia gratuite, sia a pagamento) e interrompendo di fatto i contatti con i nostri clienti, amici e conoscenti. Se dal punto di vista personale uno stacco può essere positivo, dal punto di vista lavorativo non è lo è affatto.
Vediamo insieme l’importanza di avere strumenti proprietari e perché nei social dobbiamo sempre ragionare come se fossimo ospiti.

Il sito non serve, ho Facebook!

Uh, quante volte ho sentito i miei clienti fare questa affermazione!
Ogni volta è stato un colpo diretto al cuore.

➡️ Prima di tutto è opportuno capire che Facebook non è un’alternativa al sito internet: sono due strumenti distinti, che si muovono su regole, target e finalità differenti e che insieme – e dico insieme – possono amplificare le tue possibilità di visibilità, interazione e vendita.
Il sito internet è un po’ come casa tua, uno spazio di tua proprietà dove puoi esprimere al 100% la tua identità, dove puoi decidere cosa fare e come farlo. Non ha limiti temporali o spaziali ed è uno strumento su cui hai il massimo controllo. Sei tu a comandare.

Nessuno può venirti a dire come apparecchiare il tavolo di casa tua quando hai ospiti, giusto?

Facebook è un social network e, per poterci “stare dentro”, devi seguire le sue regole e le sue dinamiche. Ha il pieno controllo sulle tue attività e sui tuoi contenuti, infatti è lui a decidere cosa può e non può essere pubblicato o pubblicizzato, detiene i tuoi dati e offre più o meno visibilità a seconda del tuo investimento pubblicitario.
Opera secondo algoritmi difficili da comprendere e in costante cambiamento, e inserisce i tuoi contenuti in un mare magnum di altri contenuti, attinenti o diametralmente opposti.

Facebook – o qualunque altro social – non è casa tua.

Qui sei un ospite, e fino a che sei gradito va tutto bene… Ma cosa potrebbe succedere se domani la piattaforma decidesse che il tuo brand non è più in linea con le sue guidelines e tu non avessi un tuo sito?

Ipotesi quasi-catastrofiche, ma non troppo irreali.

Prova a pensarci: hai la tua attività, una bella pagina Facebook, un profilo Instagram e tutto va bene. Ormai sono anni che pubblichi costantemente, sei riuscito perfino a inquadrare una cadenza editoriale che ti permette di gestire la comunicazione e portare avanti la tua attività.
Va tutto a gonfie vele.

Non hai un sito, tanto a cosa serve? Le informazioni sono tutte sulla tua pagina, che hai anche diligentemente linkato sulla scheda Google My Business.
Crei contenuti, gestisci le interazioni e fai qualche sponsorizzata.
Hai numero di telefono, email esposta, indirizzo che porta direttamente a Google Maps.
Tutto è perfetto.

Poi arriva quel giorno, quello in cui Mark si sveglia con accurate analisi di andamento – o con la luna storta – e decide che tutte le aziende della tua categoria non possono più stare sul suo ecosistema.
Oppure un errore umano genera un down delle piattaforme non solo per sei ore come è  accaduto, ma per giorni interi.

Come contatti i tuoi clienti?
Come veicoli i tuoi contenuti?
Come possono trovarti?

Fattelo dire: sei proprio in un grosso guaio.
Se ti sembra un’ipotesi irreale, ho pronto per te un bell’esempio: ti ricordi Google Plus? Il fantastico social network che avrebbe cambiato le sorti del mondo social?
Tantissime aziende hanno investito una marea di soldi per fare strategia al suo interno, molte tralasciando il sito perché “tanto non mi serve”! Soprattutto perché la velocità di indicizzazione (ovvero di comparire all’interno delle pagine Google) era molto più celere rispetto a tutte le altre piattaforme. (Ma va!)
Poi è arrivato quel giorno, quello in cui tutti gli sforzi fatti sono diventati vani per la decisione unilaterale di Google di chiudere una piattaforma che generava più costi che introiti.

Lo scenario peggiore non è poi così irreale, non credi?

I canali proprietari da implementare

Per questo motivo è importante seguire una strategia di comunicazione integrata che preveda l’omnicanalità e l’uso crossmediale della comunicazione, a partire dai tuoi strumenti proprietari, quelli su cui hai effettivo controllo.

Cosa significa?

Significa che devi costruirti la tua casa, fatta di solidi mattoni e comodi arredi, e concederti di andare a cena come ospite a casa di qualcun altro sapendo che a casa avrai sempre pronto un bel panino imbottito in caso andasse storto qualcosa.

Avere un buon sito, che ti permette di posizionarti a livello SEO e di farti trovare in rete, coltivare una newsletter veicolando informazioni di valore in grado di creare forti relazioni, avere un blog ben nutrito per parlare di te e di cosa sei in grado di fare, sono le prime cose che devi implementare nella tua comunicazione online.

Questi strumenti, oltre a darti una grande libertà, ti permettono di raccogliere i dati – che poi rimangono tuoi – e di usarli come meglio preferisci, senza che un attore terzo possa lucrarci sopra o limitarti nel loro utilizzo. Inoltre, sono in grado di tenere focalizzata l’attenzione del tuo cliente o potenziale cliente, perché lì non c’è nulla che possa distrarlo dal tuo messaggio.

I social vengono dopo e completano alla perfezione un ecosistema che tende a valorizzare il tuo lavoro e ti lascia ampio spazio di manovra. Così se accade una delle catastrofiche ipotesi di cui sopra, potrai sempre tornare a casa e mangiarti il tuo ottimo panino imbottito.

I social non sono il male, solo che non sono tuoi.
Sei tu ad essere di loro proprietà finché li utilizzi.

Tutto quello che ho detto fin qui non ha l’intenzione di farti abbandonare i social network, anzi! Se usati con una strategia ben definita, i social possono davvero essere una chiave di volta per farti raggiungere i tuoi obiettivi. Posso affermarlo con cognizione di causa, visto che il mio lavoro riguarda proprio questo.

Ricordati però che se concentri tutti i tuoi sforzi in essi, rischi appunto di essere lasciato fuori dalla porta e di dover ricominciare tutto daccapo, con le implicazioni di costi e stress che ne derivano. I social sono molto importanti per la tua comunicazione, ma il tuo sito, il tuo blog e la tua newsletter lo sono ancora di più perché è lì che puoi veramente attirare il tuo cliente e costruire con lui una relazione di fiducia e stima.

Se hai bisogno di una mano a sistemare i tuoi canali proprietari e di trovare la giusta strategia per inserirli nel tuo piano di marketing e comunicazione, sono la persona giusta per te!

Contattami, il panino questa volta te lo offro io!

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