Judy Blackmore | Digital Strategist |  Marketing & Communication

Competizione o Cooperazione?

La maggior parte dei miei clienti negli ultimi mesi sono state le Fashion Blogger, ho studiato il fenomeno in grande crescita, e come ho già detto ogni mia esperienza porta sempre un qualcosa in più. Lavorare a stretto contatto con le bloggers mi ha fatto capire che spesso c’è molta confusione tra Indicizzazione e Posizionamento, e per come funziona generalmente la SEO. Per questo invito i miei lettori a leggere questo post a riguardo: La seo spiegata al cliente.
In ogni campagna SEO che si rispetti bisogna prendere in considerazione due fattori: le azioni ON Page SEO e le azioni OFF Page SEO. A riguardo consiglio la lettura dei seguenti articoli:

Ricapitolando, per quanto riguarda questo articolo bisogna memorizzare che: la SEO – ovvero l’insieme delle azioni che servono per migliorare l’ottimizzazione e indicizzazione del sito – si divide principalmente in due parti: ON Page e OFF Page.
In una piccola guida al Web che ho scritto come Guest in un altro sito, ho tentato di mettere in luce quella che per me è una grande verità del web: non siamo tutti uguali, ognuno di noi è differente.
Come filosofia di vita applicata alla mia carriera personale, questo si rispecchia nel cercare di adattare la mia conoscenza a ogni cliente in maniera individuale. Ci sono delle abitudini nelle fashion blogger, che non sempre sono ottimali, ma che vengono seguite come se fossero legge. Ho provato a dissuadere le mie clienti, o chi mi ha chiesto pareri in merito, ma non sempre ho ottenuto il risultato che speravo. Avere 50 commenti a un post, per quanto possa sembrare accattivante e meraviglioso non è utile, se il commento: non aggiunge valore al post… Come si crea valore aggiunto? Dicendo il proprio pensiero in merito, non di certo scrivendo: “WOW bellissime foto, passi a vedere il mio sito?”. Provate a scrivere invece un commento più lungo di 5 parole, cercate di lasciare il link al vostro sito solo dopo aver scritto commenti di almeno 50 parole.
Fatelo come esercizio.
Quanto è più bello ricevere commenti di chi ha realmente interesse in quello che scrivete, anziché di chi mira solo a ricevere una visita in cambio? Una volta, dopo aver fatto presente la cosa a una persona interessata all’argomento, mi è stata fatta questa osservazione:

«Se vai su i profili Instagram, o sul blog di Blond Salad, trovi anche 150 commenti del genere! Quindi deve essere giusto! A me vanno benissimo così.»

Prendere da esempio ogni Blogger di successo, che sia Italiana o Internazionale, va bene, se è una sana ispirazione, ma credere che quello che succede su quei siti come legge da seguire: È un errore. La strada per arrivare a quei livelli è un’altra, proprio come questo argomento è un’altra storia, magari per un altro post. Vi assicuro, che chiunque nel settore ne capisce, e generalmente gli esperti a cui si appoggiano le grandi marche lo sono, sa scindere subito la qualità di un sito e il vero impatto che le blogger hanno con i propri lettori. Avere 1000 visite a settimana, non vuol dire niente se avete un Bouncing Rate che supera il 60% (il BR è la percentuale dei visitatori che esce dal vostro sito una volta che vi è approdato – e non è rimasto a leggerne i contenuti -, più è alto e peggio è).

Un altro elemento simile al 90% delle bloggers che seguo (non solo come clienti, o per studi di settore, ma anche per piacere personale) ha la stessa identica impostazione per i post di outfit: una lunga serie di foto (inserite nei post malissimo: a volte quando si clicca una foto si esce dal sito per vederla ingrandita, aumentando cosi il tasso di Bouncing Rate e diminuendo il tempo di permanenza sul sito stesso. Senza considerare l’enorme noia che un lettore prova nel vedersi catapultato in una nuova finestra/scheda.) e a fondo pagina la lista ‘della spesa’ di quello che indossano.
Carino? Si. Ma al centesimo post uguale per la centesima blogger: da noia.
Avete mai pensato a mettere i link all’inizio? Di scrivere post che superano le 50 parole, e raggiungono le 350 parole minime raccomandate da Google? Sapete che gli articoli che superano le 1000 parole sono quelli preferiti e giovano alle statistiche del sito? Sarebbe carino provare cose differenti? Che per quanto le cose vi sembrano ‘funzionare’ e quindi non volete cambiare, potrebbero andare decisamente meglio?
Un esempio di cooperazione potrebbe essere: scegliere uno stile di look (casual, da sera, da ufficio, da cocktails) e fare un servizio fotografico insieme a una ‘collega-amica’. Proporlo in uno dei due siti, e invitando i propri lettori a commentare; senza trasformare la cosa in una gara meschina del: vediamo chi vince, e chi è più bella.

Una cosa che ben pochi sanno è che: se qualcuno posta il link al proprio sito per ogni vostro post in un commento (quindi nell’arco di un anno quanti saranno? 100? 150 Links? Di più?) e ha una penalizzazione da parte di Google, vi potrebbe far calare di ranking?
Siete proprio sicure allora che quei 50 commenti valgano così tanto? Immagino che molte blogger, o comunque persone che hanno dei siti con blog annesso, non sanno che i Link che si lasciano o ricevono hanno peso differenti agli occhi dei vari Bot che ricercano e analizzano il web. Per non farvi addormentare cerco di farla molto breve e semplicistica (per questo vi invito a leggere questo articolo per approfondimento): i link con maggiore importanza e rilievo sono quelli che vengono lasciati all’interno dell’articolo – o pagina che sia -. Poi andando a decrescere ci sono: i link nella sidebar, nella parte superiore del sito e a pari merito infondo alla classifica si trovano i link lasciati nei commenti e nel footer.

La scelta tra Competizione o Cooperazione.

Per le mie clienti ho focalizzato la mia attenzione nel sistemare i contenuti dei loro siti, e quindi approfondire gli aspetti all’interno del proprio sito – azioni di Seo ON Page -. Con questo articolo invece voglio iniziare una riflessione per illustrare che la competizione per quanto sia a tratti vitale (ci permette di migliorarci e innovarci) spesso lede al nostro operato. L’80% delle mie clienti Blogger è di Catania. Questo grazie a una tecnica di promozione fondamentale: il passa parola. Sono veramente felice quando qualcuno vede un mio lavoro online e mi cerca perché le è piaciuto; o quando parlano di me in maniera positiva e convincono qualcun altro a usufruire dei miei servizi. Questo post è nato proprio dopo una lunga riflessione che da settimane ha coinvolto: me, me stessa e me medesima.

«Queste bloggers non collaborano, hanno davanti a loro l’occasione di una vita e non la sfruttano. Potrebbero fare fronte compatto e fare qualcosa di innovativo e positivo: e la stanno perdendo

 

E non solo perché sono quasi tutte della provincia di Catania e sul territorio potrebbero fare realmente la differenza… Ma anche perché con una semplice serie di articoli online e una buona pianificazione editoriale, potrebbero agevolare i loro siti in maniera notevole.

Un esempio di collaborazione tra bloggers è stata la pubblicazione di due post per commentare la Sfilata di Victoria Secret del 2014 tenutasi a Londra lo scorso inverno. Francesca e Valentina hanno deciso di scegliere due outfits preferiti a testa e commentarli. Questo esempio si avvicina molto a quello che voglio comunicare io con questo articolo. Non è del tutto perfetto, ma è un ottimo punto di partenza.
Avrebbero potuto gestire le cose in maniera differente per rendere la cosa ottimale: pubblicare l’articolo solo su uno dei due siti, decidere insieme quale, e farsi la promessa di scrivere nell’arco di un mese, un altro articolo il blog lasciato fuori. Questo avrebbe permesso visibilità a entrambe, ma in maniera più coesa. In alternativa: pubblicare lo stesso identico giorno in contemporanea.
Un’idea carina sarebbe stata quella che ogni blogger nelle rispettive pagine facebook avrebbe promosso l’articolo della ‘collega’ e non il proprio.
Molte delle mie clienti hanno partecipato a gli stessi eventi (essendo tutte della stessa Provincia non mi stupisce la cosa), e ognuna di loro ha scritto il resoconto sul proprio sito, alcune citando i siti delle colleghe, altre no. E così è anche per chi non ho avuto come cliente.
Mi sono sempre chiesta perché non facessero qualcosa di più compatto… La risposta che mi sono data è quasi sempre la stessa: si vedono tra di loro come nemiche, in competizione anche quando magari non sussiste la cosa. Ognuna di loro ha punti di forza differenti, e anche modo di vivere la moda (e tutto quello annesso). Nel lungo periodo questa cosa potrebbe danneggiarle.

Che risultati potrebbero raggiungere se sotterrassero l’ascia di guerra e capissero che pur rimanendo fedeli al proprio stile e alla propria personalità potrebbero realmente fare la differenza insieme? Faccio un esempio: ogni blogger ha un proprio punto di forza. Che sia Instagram, che sia lo stile di scrittura, che sia il fare fotografie fantastiche, oppure la promozione su facebook, la gestione di eventi… Ognuna di loro ha un punto di forza che se unito agli altri potrebbe portare al ‘Livello Successivo’ il loro lavoro, la loro passione. Se ad esempio partecipano a un evento, qualsiasi esso sia, e decidessero di attuare una strategia comunicativa comune, potrebbero riuscire ad avere risultati strabilianti. Basterebbe scrivere una serie di articoli pre e post evento a più mani, magari una fa le foto, l’altra pensa al testo, una si occupa di facebook e un’altra magari fare un live-tweeting dell’evento stesso…

Cooperare per quanto possa risultare difficile è la soluzione vincente.

 

Altro punto spesso ignorato è quello del segnalare le ispirazioni, non solo della gente famosa che seguite, ma anche delle ‘amiche’ o ‘colleghe’ bloggers. Vedete un outfit che vi piace? Volete riproporlo ma con il vostro stile per renderlo unico? Segnalatelo nel post che andrete a pubblicare.
Oppure qualcuno ha pubblicato una cosa che vi ha ispirato una riflessione (favorevole e contraria) e non volete lasciare un commento lungo come la divina commedia? Sfruttate il vostro blog, linkate poi l’articolo a chi vi ha ispirato, e… Chissà cosa potrà nascere? Che si astengano le persone astiose, che non vogliono altro che attaccar briga.
Avete presente la serie di articoli (tecnici e non) che ho elencato in questo articolo? Ecco, è il classico esempio di Link-Building, nessuno mi ha detto di farlo, avrei potuto tranquillamente scriverli io articoli simili o comunque sull’argomento… Ma a che pro riempire il web con copie delle copie delle copie di articoli presi da manuali o siti ormai noti a tutti? Li trovo molto ben scritti e al passo con i tempi; e posso concentrarmi così su altri argomenti a me a cuore.
Avete mai provato a fare qualcosa del genere? No? Ecco a voi un altro esercizio!

Molto spesso soprattutto in ambiti molto inflazionati come possono essere i Fashion Blog, e i blog di Grafica (Web Design, e altro); gli argomenti che si vanno a trattare sono pressoché gli stessi. Il vero valore aggiunto che si può apportare è la propria esperienza personale, e il proprio punto di vista. Ma per poter realmente colpire il lettore, bisogna mirare sempre a contenuti di qualità. Che senso ha riempire il web con 100 post riguardanti lo stesso argomento tutti simili?

A me è capitato con questo articolo, di scrivere un post aggiornato e completo sulla situazione problematica della condivisione dei post su Facebook, e l’ho fatto solo dopo aver cercato per lungo e per largo post aggiornati e completi di tutte le varie parti; e non ne ho trovati.
Quindi prima di pubblicare un articolo provate a fare una ricerca su google, vedete se ci sono già articoli simili, e cercate di dare sempre un qualcosa in più al vostro lettore.
Per quanto un po’ di sana competizione ci sta sempre bene (ci permette di non adagiarci sugli allori) io trovo la cooperazione molto più stimolante. Ho una cara amica (senza fare nomi Alessia, di Starrify Design) con la quale spesso le nostre lunghe chiacchierate diventano post per i nostri rispettivi siti. Ma non solo, entrambe abbiamo punti di forza differenti, e se dovessero capitare clienti (anzi sono già capitati!) che ci chiedono cose specifiche appartenenti più all’altra, siamo a portata di un click, messaggio e telefonata.

La collaborazione è fondamentale da questo punto di vista, soprattutto se con una persona fidata.

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