Dedizione, e voglia di cambiare le cose!

La Dedizione da dedicare al proprio progetto

Oggi voglio parlare di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la dedizione che uno ha nei confronti del proprio progetto.

Prima di entrare nel vivo del discorso vorrei fare una piccola premessa.
Il mio sito è on-line da poco piu di tre anni, è stato trasformato più volte di quanto mi piaccia ammettere, ho deciso che dovevo essere io la prima cavia di me stessa.
Inizialmente era una sezione di » Everything Changes, il mio dominio principale: dove collezionavo tutti i miei lavori grafici e passioni. Ho iniziato allora ad appassionarmi all’Indicizzazione, e a capire che no, non era il modo migliore per poter avere la giusta visibilità. Quindi ho deciso di acquistare un secondo dominio e cambiare nome, cosi nacque MissBlackmoreDesign Con il quale ho cominciato ad avere le prime clienti bloggers, e a crescere professionalmente. La pubblicazione era relativamente costante, sono riuscita ad ottenere risultati discreti pur non applicando nessuna strategia SEO: niente backlinks, assolutamente zero link building e niente strategie promozionali su i social network. Dovevo dedicare il mio tempo ai clienti, rilegando la faccenda ‘blog’ a qualche post sparuto e scostante nel tempo, cominciando a comprendere notevolmente meglio i meccanismi reali dietro la propria presenza online. Mischief Idea, il sito su cui state leggendo questo post, è tutto fuorché il prodotto finale, è semplicemente il terzo step della mia ricerca, quello definitivo, è un workinprogress di ultima generazione.

Ogni mia fibra – perfezionista, che sfocia quasi in un Disturbo Ossessivo Compulsivo di primo livello – si sta ribellando alla decisione di mettere online un sito incompiuto: imperfetto in ogni suo singolo aspetto, ma so anche che è condizione necessaria per andare avanti nel mio progetto a lungo termine.
Ad esempio: ci sono parti di theme che funzionano malamente e che devo ricostruire quasi da zero, e devo farlo sia per la versione italiana che inglese. E parlando di bilingue, alla seconda mancano dei contenuti che devo ancora tradurre.
Generalmente, le domande che mi vengono poste (E lo ammetto, che mi pongo io molto, molto, molto spesso) sono:
• Perché allora lo hai messo online? • Perché hai fatto tutti questi tentativi? •
Perché le fondamenta di questo sito sono giuste, devo solo abbellire la facciata e sistemare qualche interno. Il resto c’è ed è buono. Ho bisogno di un sito da mostrare ai futuri clienti, ho bisogno di una valvola di sfogo creativa – il blog – che mi permette di condividere i miei pensieri, ma sopratutto a volte di rispondere alle continue richieste dei clienti. Voglio poter costruire questo sito anche con l’aiuto e le considerazioni di terze persone, per riuscire a dare il meglio.
I tentativi e i cambiamenti a cui ho sottoposto me stessa e il sito erano semplicemente frutto della mia voglia di capire il funzionamento del web, per riuscire a estrapolare da i numeri e i dati, qualcosa di concreto con cui avere un paragone futuro. Non è stato piacevole azzerare tutti i miei traguardi su GA e SC quando ho cambiato da MissBlackmoreDesign a MischiefIdea, vedere scendere la permanenza del sito da di più di 4 minuti a 30 secondi, e salire il bouncing rate dal 25% al 95%. Ma ho dovuto farlo, perchè avevo già studiato cosa succedeva quando si mantenevano le stesse stat ma si cambiava nome.
Avevo bisogno di sapere gli effetti di un cambiamento quasi completo: nome, dominio, struttura dei contenuti. So che esistono forum su forum di discussione, ne leggo tanti, ma avevo bisogno di vedere il tutto con i miei occhi.

In questi tre anni di prove, di osservazioni e analisi, di lavori per i clienti e di studio, sono cresciuta, ho imparato e scoperto cose che mi aiuteranno in futuro. Ho conosciuto persone fantastiche, ho condiviso esperienze professionali incredibili. Ho capito in cosa sbagliavo e dove potevo migliorare. Ho finalmente iniziato a credere in me stessa, e nella mia visione, che a volte si scosta da quella del resto del mondo.
Da circa cinque mesi ho avuto la fortuna di collaborare con Alessia, ho giocato in casa e le ho chiesto di essere la mia guinea pig per qualche mese, avevamo entrambe lo stesso obiettivo: migliorare le prestazioni online del suo sito, riuscire a vedere e a comprendere le cose che non andavano, quelle che che invece funzionavano e magari i cambiamenti da poter apportare. Quello che mi ha sinceramente stupita è la pazienza e la dedizione che Alessia dedica al suo sito, e alla nostra collaborazione. La soddisfazione di vedere i primi risultati è incredibile, di riuscire a capire cosa realmente è efficacie e cosa no non ha prezzo. Nemmeno la Mastecard in mano e un centro commerciale davanti potrebbero eguagliare la sensazione.
Ho scoperto anche che è quello che serve: totale dedizione e la disponibilità alla collaborazione, ovvero riuscire a capire che i suggerimenti dati non sono critiche, e che i tentativi fatti per migliorare il sito anche se non danno i risultati sperati non è tempo perso. Sono certa che con alcuni clienti che ho avuto, o persone che mi hanno contattata per chiedere informazioni e pareri sarebbe stato impossibile tutto questo, perchè ancora disposte a stravolgere mattoncino dopo mattoncino il loro operato alla ricerca di un miglioramento.

Ed è giusto così, perchè quando si è pronti per il cambiamento si è più disponibili anche ad accettare il parere della persona a cui ci si affida; e non è del tutto scontata come cosa. Ho incontrato gente che mi ha pagata per un lavoro, mi ha chiesto cosa dovesse fare per migliorare, e poi ha proseguito per la sua strada senza darmi ascolto perchè non era ancora pronta. Sono fermamente convinta che non si possono obbligare le persone a fare ciò che si reputa giusto, sono loro che devono avere la voglia di farlo, di provare a cambiare.

Per poter gestire la propria presenza online oggi, non bisogna solo avere buone idee, ci sono un’infinità di siti online, si possono trovare risposte a ogni tipo di domanda, servizi per ogni esigenza e storie per ogni gusto. Ma quello che la gente spesso si dimentica sepolto sotto cumuli di scartoffie su come vendere se stessi, pensarsi come un prodotto, o fare della propria attività un Brand di successo è che: ognuno di noi è unico, e ha un intero mondo da offrire. Dovremmo essere tutti più concentrati su cosa ci rende unici e come sfruttare la cosa, anche collaborando con gli altri, riuscendo a creare così un valore vero da apportare in questo immenso buco nero che è il web. Non c’è un rimedio universale, non potrebbe esistere, in quanto a mio avviso ogni caso va tratto per quello che è realmente: una potenziale stella unica nel suo genere, pronta a brillare.

La ricetta che sto elaborando ha bisogno di ingredienti fondamentali come: tempo, passione, perseveranza, un pizzico di follia (Questo, almeno per me, è l’ingrediente base della vita) e la voglia di collaborare con altre persone. Bisogna credere realmente in quello che si fa e nelle proprie capacità per poter salire su un gradino diverso e cominciare una scalata impervia, acquisendo non solo un’esperienza preziosa ma anche un nuovo punto di vista.

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