Judy Blackmore | Digital Strategist |  Marketing & Communication

Recensione: Uli Staiger Workshop

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Uli Staiger Workshop

Dalla progettazione dello scatto, all’attuale click sulla macchina fotografica, alla realizzazione dei dettagli in 3D, per concludere con la composizione finale.
Cosa si potrebbe volere di più di a un workshop? Niente, ve lo assicuro.
Questo con Uli Staiger è stato uno degli eventi più illuminanti ai quali io abbia mai partecipato.  Potrei stare qui ad elencare le mille cose che ho trovate positive, rilegando gli aspetti negativi a una riga secca e concludere tranquillamente il post. Ma voglio parlare di un aspetto che a me sta a cuore, ovvero lo scontro della teoria verso la pratica.
Questo workshop a differenza del seminario con Fabio Timpanaro, aveva un’impronta molto più pratica che teorica. La mia difficoltà maggiore infatti è stata quella di seguire tutto senza impazzire.
Mi ero portata il mio amatissimo computer, gli avevo fatto fare un bel giretto in treno, una passeggiata per Roma, e non tirarlo nemmeno fuori per beccarsi una ventata di ossigeno creativo mi sembrava brutto. Mi conosco bene, sapevo che stavo commettendo un errore: io ho l’istinto della scribacchina. Una cosa per memorizzarla ho bisogno di scriverla almeno due o tre volte… Il risultato finale? Ho editato un po’, ho preso molti appunti, ma nessuna delle due cose l’ho fatta degnamente. Ancora oggi, a distanza di settimane dal workshop mi pento di aver preso il computer. Sarebbe stato molto meglio prendere appunti su appunti, e poi ripassarli per bene a casa.
Decisamente ci si stanca di più, e diverte di meno, ma ne vale veramente la pena – a mio avviso – avere più materiale da studiare; si evita così di perdere i pezzi per strada, di non ricordarsi quel passaggio talmente bello-incredibile-fantastico-impossibile-da-dimenticare che eravate convinti di aver impresso nella mente a fuoco.

  1. Rapporto qualità/prezzo: non riuscirete a trovare prezzi più convenienti. I corsi sono tenuti sempre da personaggi di spicco del panorama del Digital Imaging sia italiano che Internazionale. Il prezzo più che accessibile vi permette anche di poter considerare una trasferta fuori porta. Roma infondo è una delle città Italiane con più collegamenti…
  2. Sbocchi professionali: vengono insegnati trucchi e tecniche subito utilizzabili, basta saperli approfondire e farli propri con ore di pratica (successiva al corso). Gli argomenti trattati sono sempre aggiornati seguendo le ultime tendenze del settore.
  3. Possibilità di interagire con il relatore: bisogna mettere da parte la timidezza e riempire di domande il relatore. Non bisogna mai aver paura di porle. Se siete persone timide, vi consiglio di fare una bella lista scritta e passarla poi a qualcuno dello staff o a qualche vostro amico, perchè ogni domanda trattenuta sulla punta della lingua è un’occasione persa.

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