Judy Blackmore | Consulente Marketing & Digital Strategist | Perugia

Archetipi di Marketing [Parte 2]

Come si legano al marketing e come aiutano la tua comunicazione.

Nell’articolo precedente ti ho parlato di archetipi: cosa sono e quali sono. Se te lo sei perso, recuperalo qui. Oggi invece ti voglio parlare del motivo per cui sono così importanti e sono diventati una pietra miliare del marketing e delle neuroscienze.
Come abbiamo visto, gli archetipi sono attivatori di emozioni, quelle emozioni che sono ancestrali e radicate in noi. Oggi, nell’era del marketing moderno e più orientato alle persone, sono sempre più importanti per creare connessioni e relazione durature con i propri clienti.

Il marketing emozionale e relazionale

Partiamo da un presupposto: noi non compriamo beni e servizi, noi compriamo aspettative, emozioni, esperienze. Le persone, pur non rendendosene conto, acquistano in modo istintivo e tendono solo successivamente a giustificare in maniera razionale le loro azioni. Per questo il consumatore può essere ben definito “consumatore emotivo” a cui serve sì un’argomentazione razionale, ma si muove secondo lo stimolo emotivo.
Come fare allora per soddisfare queste aspettative e fornire al cliente ciò di cui ha realmente bisogno? In nostro aiuto arrivano il marketing emozionale e il marketing relazionale.
Il primo fa leva sulle emozioni per abbattere le resistenze psicologiche all’acquisto, fornendo storie memorabili in cui le persone possano riconoscersi e di conseguenza fidarsi. Sfruttando una serie di processi emotivi, stimoli sensoriali e studio psicologico del pubblico, il marketing emozionale fa leva sugli aspetti più innati e intimi dell’individuo.

Il secondo si basa sulla creazione di una relazione di valore e duratura con il cliente, con lo scopo di accompagnarlo e guidarlo nei suoi processi di acquisto. La centralità dei bisogni del consumatore è la priorità che permette di creare, curare e consolidare il rapporto.
Gli archetipi qui hanno un ruolo cruciale: far sognare le persone, facendole divertire ed entusiasmare, toccando bisogni e ispirazioni tramite racconti identitari ed emozionanti, permette di far cadere le resistenze e di creare significati profondi, che alimentano la costruzione delle relazioni.
È tutto perfettamente correlato e conoscere gli archetipi permette sia di creare un posizionamento forte per il brand, sia di identificare quali sono i bisogni e i desideri del nostro cliente ideale.
Io lo trovo bellissimo! Studio queste tematiche da anni e ogni volta riesco a carpire intuizioni nuove e affascinanti.

Perchè allineare il tuo brand a un Archetipo

Le principali ragioni per cui legare un brand a un archetipo sono due: connessione e differenziazione.

Connessione

Se non crei connessione con il tuo cliente ti ritrovi a combattere sul prezzo – in una guerra che può portare solo danni – contro una mare di competitor che possono tranquillamente sostituirti. Gli archetipi ti permettono invece di creare una relazione, di entrare nel cuore delle tue buyer personas e di creare una piccola comunità intorno ad un concetto chiave: quello del tuo brand.

Differenziazione

Differenziarsi in un mercato saturo che non offre grandi margini di movimento è la discriminante che permette di non fallire. Gli archetipi offrono infinite possibilità anche in mercati complessi e usurati. Basti pensare a Ceres, che in un mercato competitivo come quello delle bevande alcoliche è riuscito, grazie alla forte espressione dell’archetipo del giullare, a creare un universo immaginifico di puro divertimento.
La psicologia degli archetipi è importante perché  ti aiuta a comprendere il significato intrinseco del tuo brand e delle tue categorie di prodotto, a strutturare la tua identità in modo deciso e differenziato, ti guida nella creazione di relazioni e connessioni e ti permette di capire a fondo il tuo consumatore.

Come gli archetipi aiutano la tua comunicazione

Definire un archetipo predominante per il tuo brand ti permette di capire come veicolare i tuoi messaggi in modo efficace e prorompente. Infatti, la definizione degli archetipi va a costruire anche il tuo tono di voce e il linguaggio che identificherà ogni tua comunicazione.
Potrai creare un immaginario valoriale in cui le persone potranno riconoscerti e riconoscersi, sentirsi parte di qualcosa e sceglierti ancora e ancora.
Pensaci: sicuramente c’è un brand particolare dal quale non ti allontaneresti mai. Adesso prova a capire il motivo per cui questo succede: vedrai che, se analizzi bene, troverai un archetipo forte che lo rappresenta.

Le 4 funzioni archetipiche

Per sfruttare al meglio le potenzialità archetipiche, puoi fare leva su 4 aspetti: pensiero, sentimento, sensazione e intuizione.
Secondo Jung, questi 4 aspetti – o funzioni – ci consentono di adattarci alla vita e al mondo. Il pensiero si avvale di processi logici e percezioni, il sentimento usa gli stati d’animo come giudizi di valore, gli stimoli sensoriali percepiscono i fatti come un radar, e l’intuizione rappresenta la conoscenza immediata che percepisce le possibilità che si nascondono dietro ai fatti.
Sulla base di queste 4 funzioni, quando comunichiamo con il nostro pubblico, dobbiamo porci delle domande.

Pensiero: Cosa voglio che comprenda il mio pubblico? Quale aspetto del mio prodotto voglio che gli rimanga impresso? Quale argomentazione razionale devo fornire? Cosa vuole comunicare il mio archetipo?
Sentimento: Quale emozione voglio suscitare? In quale spettro emozionale del cliente si colloca il mio messaggio? Cosa vuole esprimere il mio archetipo?
Sensazione: Quale senso (vista, udito, olfatto, gusto) voglio stimolare? Il mio archetipo e il mio prodotto a quale senso si rifanno maggiormente?
Intuizione: Cosa voglio che il mio consumatore colga al volo? Quale possibilità può scorgere dal mio messaggio? Cosa si aspettano dal mio archetipo?

Ponendoci queste domande possiamo dare un senso a tutto quello che comunichiamo e correlarlo ai nostri valori, alla personalità del nostro brand e della nostra audience.

I miei archetipi

Gli archetipi, come puoi intuire, possono essere personali e professionali. Quelli personali riguardano il singolo, il suo carattere, il suo modo di vedere il mondo e sono molto più duttili e instabili rispetto a quelli di un brand. Perché sì, i valori di un brand possono anche cambiare nel tempo, ma devono rappresentare comunque la vision e mission per cui sono nati.
Ora ti faccio due esempi prendendo in esame me stessa mostrandoti come io, pur essendo una libera professionista in cui vita e lavoro sono interconnessi, abbia due diversi archetipi di riferimento.

Judy Blackmore: l’archetipo del Mago

Il mio lavoro è fare la consulente di marketing e quindi di guidare le persone nei percorsi di miglioramento e crescita. Potresti pensare che il mio archetipo sia quello del saggio, in realtà non è così: il saggio studia i dettagli a fondo, così a fondo che spesso si immobilizza e non agisce. Il mago invece fa accadere le cose perché capisce le leggi dell’universo e realizza sogni e progetti.

Ecco un piccolo identikit del mago:

Parola chiave: Poteri. Magia.
Motto: «Io faccio accadere le cose.»
Desiderio fondamentale: Capire le leggi fondamentali dell’universo.
Obiettivo: Realizzare i sogni.
Paura più grande: Conseguenze negative fortuite e non prevedibili.
Strategia: Sviluppare una visione e vivere in accordo a questa visione.
Debolezza: Diventare un manipolatore.
Talento: Trovare soluzioni vincenti per tutti.

Giuditta: l’archetipo del Creatore

Nella vita personale il mio archetipo di riferimento è il creatore, che poi riesce a dare idee e spunti al mio archetipo del mago quando si mette al lavoro. Creare qualcosa di valore, realizzare ed esprimere il mio modo di vedere il mondo riesce a dare un senso alla mia vita. Amo correre con la fantasia, amo fare cose che possano esprimere la mia personalità e lo faccio con una gioia e una caparbietà che a volte quasi mi spaventano!

Ecco un piccolo identikit del creatore:

Parola chiave: Innovazione. Autenticità.
Motto: «Se puoi immaginarlo, puoi realizzarlo.»
Desiderio fondamentale: Creare cose di valore duraturo.
Obiettivo: Realizzare una visione, creare cultura, esprimere la sua visione.
Paura più grande: Avere una visione o un’esecuzione mediocre.
Strategia: Sviluppare capacità artistiche.
Debolezza: Perfezionismo, cattive soluzioni raffazzonate.
Talento: Creatività e Immaginazione

Ora che ti ho parlato di me, la palla passa a te: riesci a definire quale può essere il tuo archetipo predominante?
Se hai bisogno di una mano a trovarlo per impostare al meglio la tua comunicazione, contattami: sarò felice di aiutarti.

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