Le 5 cose che ho imparato negli ultimi 5 anni.

Copertina Articolo: 5 Cose che ho imparato

Il 2021 rappresenta il quinto anno di p.iva; e di cose ne sono successe: tantissimi cambiamenti e una crescita personale in continua evoluzione.
Quando lavori in proprio, spesso le lezioni le paghi sulla tua pelle, e ti rimangono dei piccoli segni a ricordarti quello che è giusto e quello che no.
Nonostante faccia questa professione da ormai quasi 10 anni, ci sono cose che mi stupiscono ancora lasciandomi lievemente interdetta. Ho deciso di stilare le cinque lezioni più importanti che imparato con la libera professione.

Non prenderla sul personale. Il lavoro è lavoro.

Credo che sia un aspetto che mi accomuna a molti colleghi. Mettersi in proprio che sia con una professione o un’attività commerciale, vuol dire riversare cuore anima in un progetto; in una visione da portare avanti e vedere crescere giorno dopo giorno. Il confine tra professionale e personale spesso si confonde: tante rinunce, orari impossibili, e cuore esposto.
Il mio ambito di lavoro (comunicazione e marketing sia online che off-line) viene spesso considerato effimero, superfluo ai più, di facile accesso. Infondo ci sono tantissimi strumenti che permettono di creare siti, grafiche, i Social sono gratuiti all’iscrizioni, e le ads a pagamento fanno ottenere tanti mi piace con pochi click.
Un piccolo elenco delle frasi che mi sono sentita dire più spesso:

  • Scusa ma lascio fare il lavoro al fidanzato/cugino/amico di mia figlia/o, sai ha aperto una pagina e la gestisce da tempo, lui me lo fa gratis! Tu mi costeresti.
  • Basta che mi dici cosa postare e faccio io!
  • Non ho bisogno di grafici, ho XX sul telefono.
  • Per me queste sono tutte stronzate, non ce l’ho con te eh, ma per me sono puttanate preferisco continuare come ho sempre fatto.
  • Se mi gestisci la pagina ti farò tantissima pubblicità!
  • Mi crei un piano editoriale? Dirò a tutti che lo hai fatto tu.
  • X-Competitor (generalmente il top del top del settore) ha fatto questo, voglio farlo anche io! Ma a 0 Budget.
  • Ma perché mi fai queste domande? Non puoi Inventarti qualcosa tu?

Sottovalutare un campo – apparentemente – accessibile a tutti sembra andare per la maggiore. Viviamo in un’epoca magica, dove la formazione è a portata di tutti: ma quello che la gente non comprende è che dietro allo studio c’è anche costanza, riflessioni prove ed errori. Oggi ci sono app che fanno praticamente di tutto: dal volantino, allo scontornare i capelli ricci di una ragazza a le grafiche ottimizzate per i Social. Ma volete mettere un prodotto studiato e confezionato da chi sa come accostare font/colori/immagini, che realizza una cosa UNICA per il proprio lavoro?

Ho imparato a non combattere i mulini a vento, cerco sempre di spiegare la differenza del curare la propria immagine e comunicazione, rispetto fare a braccio e/o copiando gli altri. Le critiche costruttive mi hanno aiutato a crescere a livello professionale, a migliorare i miei servizi e i risultati di conseguenza. Quelle sterili e superficiali invece le ho pian piano allontanate dalla mia mente, cercando di viverle serenamente con il sorriso.

Pianificare con la giusta elasticità. Accettare gli imprevisti e saperli gestire.

Ho sempre amato organizzarmi: to-do list, orari, impegni. Pianifico la mia settimana lavorativa con anticipo, così da poter inserire nella mia routine anche vita sociale e un po’ di sano allenamento. Dedico molto tempo alla formazione personale, e mi piacerebbe anche dedicarne altrettanto ai miei Hobby.

Agenda a vista settimanale, ogni cliente al suo colore specifico, proprio così come le altre attività: le mie lavorative personali, quelle di svago, gli impegni familiari, l’attività fisica. Un tripudio di colori codici e tasselli da spuntare a fine giornata.
Ammetto che ci ho messo un po’ a capire una realtà fondamentale: sovrastimavo il tempo a mia disposizione e la mia ispirazione.
Quindi spesso andavo nel panico nel non riuscire a completare tutte le ‘task’ giornaliere, facendomi assalire da un senso di colpa lancinante.

Ho imparato a dare il giusto tempo a ogni lavoro, a organizzarli in maniera differente (ci sono giorni che magari di fare l’analisi non se ne parla proprio, e allora mi concentro sulle creatività…), ma la cosa di cui sono più fiera è la capacita di gestire gli imprevisti senza far subire ritardi alle consegne o   avere un effetto cascata negativo sul resto della giornata.
Come?
Mi lascio del tempo libero all’interno della giornata senza impegni, una o due ore, così da poterle dedicare a quelle azioni non finite, senza arrivare a fare le 3 di notte. Noi Freelance siamo abituati a lavorare tutto il giorno, tutti i giorni: festivi inclusi. Ma spesso tutto questo carico lavorativo è dovuto anche a una cattiva gestione del tempo, e l’ho imparato pian piano.

Ormai riesco a calibrare bene il mio tempo, ho spazio per recuperare in caso di imprevisti, e riesco ad avere una vita anche lontano dal pc.

“Cambiare è lecito. Fa parte della crescita.”

Adamantina e integerrima per me il cambiamento non era un’opzione.
Poi la vita ti presenta una serie di situazioni: e cominci ad apprezzare l’arte di riuscire a rimanere se stessi pur cambiando idea.
Credo che sia stata una delle cose che più mi ha fatto crescere professionalmente, questa abilità appresa nel tempo.
È giusto capire dove risiedono i propri talenti e dedicarcisi.

Il mio più grande cambiamento è stato all’università: da Economia e legislazione di Impresa a Pubblicità.
Un salto nel buio spinta dal  mio amore verso il Marketing. 2 Anni in ritardo rispetto ai colleghi e poi amore per ogni materia.
Professionalmente parlando ci ho messo qualche tempo a capire quale fosse la strada da perseguire, ma una cosa mi è  stata subito chiara: in ogni mio tentativo, ogni mia scoperta e approfondimento, mi hanno permesso di essere una professionista con una visione a 360°. Mi hanno aiutato a crescere, migliorare e mettermi in discussione, ammettere i miei sbagli e conquistare ottimi risultati.

Avere una squadra è fondamentale. I miei collaboratori sono incredibili.

Alcuni progetti richiedono competenze specifiche e mirate per ottenere i risultati migliori.
Io ho una mia rete di collaboratori – alcuni diventati amici – che sono tra i migliori nel loro campo.
Questo perché?
Perché la qualità serve, occupandomi di comunicazione e marketing spesso mi trovo ad affrontare molteplici sfide: siti lenti, non ottimizzati, con testi desueti e immagini sgranate, o peggio: prese da internet senza fonti. Contenuti video e audio con svariati problemi.
Per poter risolvere tutti questi aspetti non basta una persona ma una squadra di professionisti che applichi le proprie competenze e riesca a ottenere il miglior risultato possibile.

Inoltre, ammetto che avere tanti collaboratori aiuta quando – per chi come me lavora da casa – si è bloccati con l’ispirazione che gioca  nascondino e gli angoli di casa smussati per il troppo sbattere la testa. Un parere, un consiglio, sopratutto da chi non è coinvolto spesso offrono la scintilla che fa riaccendere la fiamma della creatività!

Rimanete sintonizzati, perché questa squadra incredibile ve la mostrerò in futuro!

Il tempo è la risorsa più preziosa. Gli do il giusto valore.

Credo che questo è un aspetto che probabilmente tutti acquisiscono.
Oggi vorrei parlarne nella declinazione professionale, perché è stata una bella conquista, sganciarmi dal timore dei mettermi dei paletti e riprendermi i miei spazi.
In questo Articolo, – la mia vita in quarantena –, avevo già scritto che mi ero riappropriata del mio tempo: ho continuato a mantenere fede alla cosa.
Ho inserito da qualche anno i miei orari di ‘reperibilità’ nel preventivo – spesso ignorati -. Ma ho specificato quando rispondo o meno al telefono; troppe telefonate alle undici di sera o la domenica mattina. All’inizio giustificavo l’atteggiamento: chiamano quando hanno un momento libero, gestiscono attività, sono impegnati. Poi ho capito che lo stesso discorso doveva essere rivolto verso me stessa: io gestisco la mia attività come tutti, ho impegni familiari e casalinghi, e la necessità di avere una vita al di fuori del lavoro.
Non lavoro più la domenica, e il sabato lo dedico alla gestione e revisione delle attività per mandare avanti la mia comunicazione e formazione. Era controproducente studiare in piena notte, assimilavo più lentamente; e per me la formazione è una cosa fondamentale.

Credo che la svolta più importante per la mia professione e vita è stata comprendere che sono disponibile ma non a disposizione.
Da piccola Freelance è stato il salto nel vuoto più audace che abbia fatto: ho imparato a dire di no, a mettere un prezzo alle urgenze – magicamente diminuite – e far rispettare le scadenze ai miei clienti, facendogli capire che se mi consegnano il materiale con giorni di ritardo, il prolungamento del progetto non è proporzionale ma esponenziale; non avendo io solo un cliente e una scadenza.[/vc_column_text]

Si cresce in continuazione, più passa il tempo più si riesce anche a inquadrare la situazione con chiarezza, non commettere gli stessi errori, si abbandona la sindrome dell’impostore e valuta il proprio lavoro con imparzialità. Ad oggi mi guardo indietro e sorrido, ho tantissima strada ancora da fare davanti a me; ma vorrei dire a quella ragazza piena di sogni e desideri, che:

  • Seppur la strada sia in salita, la vista toglie il fiato.
  • Non ci  si deve lasciare scoraggiare dagli errori, ricordarci che tutti li abbiamo commessi almeno una volta nella vita.
  • Che non esiste il momento perfetto, bisogna lanciarsi ed avere costanza.
  • Il sito perfetto non esiste, cambia ed evolve in continuazione, di metterlo online e via.
  • Che non tutti desiderano il successo delle persone intorno a loro, e che i falsi consiglieri hanno la lingua avvelenata.

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