Judy Blackmore | Consulente Marketing & Digital Strategist | Perugia

Io odio i Social Network. Il Marketing è Inutile.

Questa è la frase che mi sono sentita dire da oltre l’ottanta percento dei miei clienti, insieme a “Non fa proprio per me tutto questo”. Più che una consulente di Marketing mi sono sentita una terapista di coppia, con due metà che non si sono nemmeno mai frequentate.
Viviamo nell’era dell’informazione, il mondo a portata di un click, e siamo totalmente disinformati su quello che viviamo quotidianamente, e c’è una distorsione di base su quello che sono effettivamente il Marketing e la Comunicazione Online (che ricordo non sono la stessa cosa).

Ma partiamo con ordine:

  • I Social Network nascono per mettere in contatto le persone, fargli condividere parte della loro vita e delle loro passioni; non a caso tutti gli strumenti professionali che servono a promuovere/vendere sono a pagamento. I loro algoritmi si base hanno un semplice scopo: plasmare il feed delle persone affinché mostrino i risultati che più sono congeniali e affini alla persona.
  • La nostra privacy è maggiore di quella che si crede, ma minore di quella che dovrebbe essere. Magari un giorno vi farò un articolo a riguardo, o chiamerò uno specialista a scrivere. Ma al momento basta pensare che tutti i dati raccolti su di noi, vengono utilizzati per mostrarci pubblicità, articoli profilati, e farci arrivare prima quello che cerchiamo online.
  • Promuovere la propria attività lo si fa anche non facendo nulla: perché rimanere passivi, in balia di terze persone e un passaparola – che non sempre è positivo – quando con veramente poco sforzo, e un pizzico di dedizione si può fare la differenza?

Quando si cura la vetrina del nostro negozio, quando si crea un volantino che promuove i servizi offerti, quando si accoglie un cliente e gli si offre un’esperienza (di vendita, di prodotto, di acquisto)… Tutte queste azioni sono riconducibili allo scopo vero del Marketing: farsi conoscere, apprezzare, e far parlare di noi, dei prodotti e dei servizi. Allora perché non coordinarle affinché portino risultati positivi?

Non mi stancherò mai di dirlo: il marketing non è una guerra, un contest di popolarità, lanciare il prezzo più basso o una gara a chi raggira più persone.
E sapete da quando?
Dall’avvento di Internet, che come medium di comunicazione ha cambiato totalmente le carte in tavola

“Il Marketing Prima di Internet”

L’unico modo per poter avere un significativo impatto sulle persone in grande scala bisognava investire sulla pubblicità, comprare spazi pubblicitari in abbondanza: che fosse su carta stampata, in radio o al cinema.
Questo era l’unico veicolo a disposizione.
L’equazione era abbastanza semplice: i soldi spesi rientravano in maniera proporzionale sulle spese fatte.
Per tantissimo tempo, quindi si è associato il Marketing = Pubblicità.
Anche perché ogni singolo Vecchio Medium si sosteneva economicamente grazie alla pubblicità venduta: basti pensare a quanto costava la pubblicità durante il SuperBowl, o quante poche interruzioni di film ci siano tra una pubblicità o l’altra, su qualsiasi canale.
Quindi per decenni il focus era semplicemente promuoversi tramite pubblicità.
L’unica preoccupazione era: come faccio a dire al mondo che esisto?[

“Il Marketing Dopo di Internet”

Internet invece non è stato creato con lo scopo di vendere, ma di mettere in contatto persone, di rendere raggiungibile il sapere, pressoché a chiunque. Questo però ha portato subito a un moltiplicarsi di informazioni non filtrate.
Quindi promuovere la propria attività ha ripreso gli stessi concetti del passato, amplificati alla massima potenza: una gara al ribasso di prezzo per attirare i clienti, a chi urla più forte, e a chi ha più budget.
Ma qui avviene la magia: l’avvento di internet ha portato sul piatto della bilancia un fattore che prima non c’era: il confronto di esperienze di opinioni.
Siamo molto più informati quando facciamo un acquisto o ci rivolgiamo a un professionista, non scegliamo più solo in base a quello visto in pubblicità, o a chi ha il riquadro più grande sulle pagine gialle.
Leggiamo, chiediamo opinioni, ci iscriviamo nei forum… Siamo più consapevoli, meno proni a cedere alle lusinghe visive delle grandi pubblicità scintillanti.
E non è una cosa meravigliosa?

Vi propongo un cambio di prospettiva

E se vi dicessi che attraverso un piano di Marketing ben strutturato (che prevede sia la comunicazione online che offline) voi potete cambiare la vita alle persone? Migliorarla, fino al punto di far diventare i vostri clienti fan numeri uno?
No, non sono impazzita, rimanete ancora con me cinque minuti: dopo potrete chiudere la pagina web, commentare o chiamare direttamente la neuro.

Quando si ha un’attività, si vendono prodotti o servizi, si va incontro ai problemi e alle esigenze delle persone, si soddisfano bisogni piccoli o grandi che siano. Si incide nella vita delle persone in maniera positiva. Ecco il concetto chiave del Marketing: è mettere in contatto le persone che hanno quelle particolari esigenze con chi le può soddisfare al meglio.

Io mi sono innamorata del Marketing in tempi non sospetti, quando ho sfogliato il Kotler “Principi di Marketing” di mio fratello, perché incuriosita proprio dal mondo della promozione, della pubblicità e di tutti i suoi pianeti satelliti.
Il Marketing per me non è mai stato vendere ghiaccio agli Eskimesi, Sabbia ai Beduini, o prevalere su tutti gli altri.
Per me: è fare la differenza, apportare cambiamenti ai clienti che usufruiscono di servizi o acquistano beni, è farsi conoscere per quello che si vale: senza trucchi e senza inganno.

Promuovo da sempre una comunicazione sostenibile sia per me, che per i miei clienti, che mira principalmente a far ritrovare la propria voce e le sfumature giuste. In concreto vuol dire semplicemente riuscire a trovare il giusto compromesso tra l’odio atavico che hanno le persone per promuoversi – soprattutto online -, e fare quei piccoli ma sostanziali passi per riuscire a superarlo.
Perché il vero punto di forza di ogni attività, locale, o libero professionista: è la propria esperienza e personalità, bisogna solo saperlo comunicare nel modo giusto.

  • Raccontare del weekend meraviglioso trascorso al mare è Marketing.
  • Elencare i pregi e i difetti dalla propria auto è Marketing.
  • Confrontarsi su questioni di politica o religiose è Marketing.
  • Dire all’amica cosa si desidera di più dalla vita è Marketing.
  • Litigare su risultati calcistici è Marketing.
  • Consigliare i biscotti alla fidanzata golosa è Marketing.

Lo avresti mai detto? No, perché si pensa a questa realtà solo come un grande lupo cattivo che ci fa spendere soldi, che è un obbligo a cui prima o poi si deve tutti soccombere.
Marketing = trasmettere informazioni, apportare un cambiamento nel mondo, cercare confronto, comprendere i propri sbagli,  migliorare dai feedback ricevuti, dire in maniera costante e naturale al mondo che si esiste e soprattutto perché.

Una domanda che pongo sempre ai miei clienti, generalmente la prima di quando inizio il percorso di consulenza: perché hai intrapreso questa attività o professione? (Tra l’altro mi piacerebbe saperlo anche di voi che mi leggete con tanta pazienza: se mi lasciate un commento, una mail, un messaggio di fumo o piccione viaggiatore – con autocertificazione -, mi fareste felice).

Le loro storie, che spesso sono sopite da anni, raccontano sempre i un processo di decisioni, di sconfitte e rivalse, di voglia di cambiamento. E sono magia pura, tra quelle righe risiede la vera forza e identità, c’è tutto quello che serve per poter attirare a se i clienti giusti.

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